Luisa Trevisi – Idee che danno spettacolo

Luisa Trevisi – Idee che danno spettacolo

Sono un Artist Manager e un organizzatrice di eventi

Mi dedico alla diffusione della musica e del teatro attraverso la distribuzione di spettacoli, letture, concerti, e l’organizzazione di festival e rassegne.

Rappresentando e occupandomi trasversalmente delle carriere degli artisti, sono una figura che gode della loro fiducia e che sa guadagnarsi quella dei potenziali clienti grazie alla qualità che contraddistingue la mia offerta artistica.

Sono convinta che il teatro e la musica debbano invadere lo spazio, non solo quello scenico. Scuole, sale consiliari, case di riposo, biblioteche, piazze, teatri, navi e spiagge tropicali rappresentano solo alcune delle cornici raggiunte dagli oltre 450 eventi organizzati attualmente al mio attivo.

Le mie proposte (letture animate, concerti, spettacoli teatrali ecc...) abbracciano il pubblico più diverso: dai bambini fino agli anziani, e possono essere realizzate ovunque, anche in spazi non propriamente teatrali (quindi scuole, biblioteche e teatri oppure giardini, case di riposo, sale consiliari ecc .... )

Solo alcuni esempi dei temi affrontati:
Storie di personaggi come Gino Bartali o Rita Atria;
narrazione di momenti storici come l'Olocausto o l’esodo dai territori dell’Istria e della Dalmazia a seguito dell'instaurazione della dittatura comunista della Yugoslavia di Tito dopo il 1945;
favole come I vestiti nuovi dell'imperatore o Cappuccetto Rosso;
racconti di Roald Dahl, Stefano Benni, Buzzati e altri;
miti e classici come Odissea, Persefone, Medusa e altri;
eventi per ricorrenze come la Festa della donna o la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, Giornata della Memoria, Giornata del Ricordo;
lezioni spettacolo (Pirandello, Mestiere del Musicista);
concerti per ballerini di swing o per anziani

e molto molto altro ....

PROSSIMI EVENTI

GINETTACCIO, STORIA DI UN UOMO GIUSTO | Rubiera (RE) | 26/01/22

Data evento: 26/01/2022

Orario di inizio: 21:00

Dove si svolge: Teatro Herberia Rubiera

Descrizione: In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui della storia, anche se fievole, rimane accesa la fiammella della compassione umana grazie a donne e uomini giusti. Partendo dal racconto dell’infanzia e dell’ascesa sportiva di Gino Bartali si arriva a raccontare la storia (sconosciuta fino alla sua morte) del suo straordinario e silenzioso lavoro, speso per salvare la vita di centinaia di ebrei.In Ginettaccio la straordinaria storia del ciclista toscano, viene recitata e cantata con tinte leggere e poetiche, intrecciando vicende sportive e umane e raccontando il complesso contesto storico degli anni quaranta del secolo scorso.Viene raccontata la sua straordinaria storia non tanto mettendolo in scena in prima persona, ma raccontandola attraverso la voce di Giorgio Goldenberg, ebreo, che durante la guerra era ancora un ragazzino e se ne stava nascosto nella cantina di una delle case di Gino Bartali, insieme ai genitori e alla sorella più piccola. Commento dell’ex campione del mondo di ciclismo Maurizio Fondriest:È stato un piacere essere presente alla vostra serata.Mi è piaciuta moltissimo, nonostante conoscessi già la storia di Bartali lo spettacolo ha suscitato il mio interesse e quello del pubblico in sala.Siete riusciti a raccontare le sue gesta sia sportive ma soprattutto quelle umane in maniera forte e coinvolgente.Grazie anche a compagnie teatrali come la vostra, mi auspico che venga divulgato sempre più questo lato della vita del Ginettaccio che in pochi conoscono. La parola agli autori:Giovanni Betto: “Da 9 anni portiamo in giro “La notte” di Elie Wiesel, ma sia io, sia Paolo, stavolta volevamo fare una svolta di 180 gradi: non più parlare del male, bensì volgersi al bene. Nella convinzione che volgere lo sguardo al bene sia più fecondo che concentrarsi sul male. E allora abbiamo cercato una storia, forte, che andasse in quella direzione. E abbiamo incontrato Gino.” Durante gli anni del secondo conflitto mondiale il regime fascista inizia la persecuzione nei confronti degli ebrei italiani e porta l’Italia intera nel buio più nero della guerra. Donne e uomini giusti, tra i quali Gino Bartali tennero viva la compassione umana e in svariati modi traghettarono il paese intero verso un nuovo e lungo periodo di pace. Paolo Perin: “Dopo anni di spettacolo che parla dell’orrore dei campi di concentramento volevamo affrontare la stessa questione però da un lato diverso, da un lato che mettesse in evidenza la corresponsabilità in tutta questa vicenda del popolo italiano e anche che la analizzasse un po’ dalla parte di coloro che hanno tenuto la speranza accesa: la speranza che si poteva ripartire in un modo diverso per un periodo di pace. E Bartali è stato uno di questi. Noi pensiamo sia un messaggio che valga anche per adesso che siamo in un periodo un po’ conflittuale, c’è bisogno di gente che non si schieri con le bandiere ma che abbia sempre al centro la compassione tra gli uomini.”

Data evento: 26/01/2022

Orario di inizio: 21:00

Dove si svolge: Teatro Herberia Rubiera

Descrizione: In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui d...

GINETTACCIO, STORIA DI UN UOMO GIUSTO | Conegliano (TV) | 27/01/22

Data evento: 27/01/2022

Orario di inizio: 20:30

Dove si svolge: Auditorium Dina Orsi Conegliano

Descrizione: In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui della storia, anche se fievole, rimane accesa la fiammella della compassione umana grazie a donne e uomini giusti. Partendo dal racconto dell’infanzia e dell’ascesa sportiva di Gino Bartali si arriva a raccontare la storia (sconosciuta fino alla sua morte) del suo straordinario e silenzioso lavoro, speso per salvare la vita di centinaia di ebrei.In Ginettaccio la straordinaria storia del ciclista toscano, viene recitata e cantata con tinte leggere e poetiche, intrecciando vicende sportive e umane e raccontando il complesso contesto storico degli anni quaranta del secolo scorso.Viene raccontata la sua straordinaria storia non tanto mettendolo in scena in prima persona, ma raccontandola attraverso la voce di Giorgio Goldenberg, ebreo, che durante la guerra era ancora un ragazzino e se ne stava nascosto nella cantina di una delle case di Gino Bartali, insieme ai genitori e alla sorella più piccola. Commento dell’ex campione del mondo di ciclismo Maurizio Fondriest:È stato un piacere essere presente alla vostra serata.Mi è piaciuta moltissimo, nonostante conoscessi già la storia di Bartali lo spettacolo ha suscitato il mio interesse e quello del pubblico in sala.Siete riusciti a raccontare le sue gesta sia sportive ma soprattutto quelle umane in maniera forte e coinvolgente.Grazie anche a compagnie teatrali come la vostra, mi auspico che venga divulgato sempre più questo lato della vita del Ginettaccio che in pochi conoscono. La parola agli autori:Giovanni Betto: “Da 9 anni portiamo in giro “La notte” di Elie Wiesel, ma sia io, sia Paolo, stavolta volevamo fare una svolta di 180 gradi: non più parlare del male, bensì volgersi al bene. Nella convinzione che volgere lo sguardo al bene sia più fecondo che concentrarsi sul male. E allora abbiamo cercato una storia, forte, che andasse in quella direzione. E abbiamo incontrato Gino.” Durante gli anni del secondo conflitto mondiale il regime fascista inizia la persecuzione nei confronti degli ebrei italiani e porta l’Italia intera nel buio più nero della guerra. Donne e uomini giusti, tra i quali Gino Bartali tennero viva la compassione umana e in svariati modi traghettarono il paese intero verso un nuovo e lungo periodo di pace. Paolo Perin: “Dopo anni di spettacolo che parla dell’orrore dei campi di concentramento volevamo affrontare la stessa questione però da un lato diverso, da un lato che mettesse in evidenza la corresponsabilità in tutta questa vicenda del popolo italiano e anche che la analizzasse un po’ dalla parte di coloro che hanno tenuto la speranza accesa: la speranza che si poteva ripartire in un modo diverso per un periodo di pace. E Bartali è stato uno di questi. Noi pensiamo sia un messaggio che valga anche per adesso che siamo in un periodo un po’ conflittuale, c’è bisogno di gente che non si schieri con le bandiere ma che abbia sempre al centro la compassione tra gli uomini.”

Data evento: 27/01/2022

Orario di inizio: 20:30

Dove si svolge: Auditorium Dina Orsi Conegliano

Descrizione: In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui d...

GINETTACCIO, STORIA DI UN UOMO GIUSTO | CASTEL DEL PIANO (GR) | 05/02/22

Data evento: 05/02/2022

Orario di inizio: 20:30

Dove si svolge: Teatro Amiatino Piazza Arcipretura, 2 Castel del Piano, GR 58033

Descrizione: In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui della storia, anche se fievole, rimane accesa la fiammella della compassione umana grazie a donne e uomini giusti. Partendo dal racconto dell’infanzia e dell’ascesa sportiva di Gino Bartali si arriva a raccontare la storia (sconosciuta fino alla sua morte) del suo straordinario e silenzioso lavoro, speso per salvare la vita di centinaia di ebrei.In Ginettaccio la straordinaria storia del ciclista toscano, viene recitata e cantata con tinte leggere e poetiche, intrecciando vicende sportive e umane e raccontando il complesso contesto storico degli anni quaranta del secolo scorso.Viene raccontata la sua straordinaria storia non tanto mettendolo in scena in prima persona, ma raccontandola attraverso la voce di Giorgio Goldenberg, ebreo, che durante la guerra era ancora un ragazzino e se ne stava nascosto nella cantina di una delle case di Gino Bartali, insieme ai genitori e alla sorella più piccola. Commento dell’ex campione del mondo di ciclismo Maurizio Fondriest:È stato un piacere essere presente alla vostra serata.Mi è piaciuta moltissimo, nonostante conoscessi già la storia di Bartali lo spettacolo ha suscitato il mio interesse e quello del pubblico in sala.Siete riusciti a raccontare le sue gesta sia sportive ma soprattutto quelle umane in maniera forte e coinvolgente.Grazie anche a compagnie teatrali come la vostra, mi auspico che venga divulgato sempre più questo lato della vita del Ginettaccio che in pochi conoscono. La parola agli autori:Giovanni Betto: “Da 9 anni portiamo in giro “La notte” di Elie Wiesel, ma sia io, sia Paolo, stavolta volevamo fare una svolta di 180 gradi: non più parlare del male, bensì volgersi al bene. Nella convinzione che volgere lo sguardo al bene sia più fecondo che concentrarsi sul male. E allora abbiamo cercato una storia, forte, che andasse in quella direzione. E abbiamo incontrato Gino.” Durante gli anni del secondo conflitto mondiale il regime fascista inizia la persecuzione nei confronti degli ebrei italiani e porta l’Italia intera nel buio più nero della guerra. Donne e uomini giusti, tra i quali Gino Bartali tennero viva la compassione umana e in svariati modi traghettarono il paese intero verso un nuovo e lungo periodo di pace. Paolo Perin: “Dopo anni di spettacolo che parla dell’orrore dei campi di concentramento volevamo affrontare la stessa questione però da un lato diverso, da un lato che mettesse in evidenza la corresponsabilità in tutta questa vicenda del popolo italiano e anche che la analizzasse un po’ dalla parte di coloro che hanno tenuto la speranza accesa: la speranza che si poteva ripartire in un modo diverso per un periodo di pace. E Bartali è stato uno di questi. Noi pensiamo sia un messaggio che valga anche per adesso che siamo in un periodo un po’ conflittuale, c’è bisogno di gente che non si schieri con le bandiere ma che abbia sempre al centro la compassione tra gli uomini.”

Data evento: 05/02/2022

Orario di inizio: 20:30

Dove si svolge: Teatro Amiatino Piazza Arcipretura, 2 Castel del Piano, GR 58033

Descrizione: In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui d...

MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI | Rubiera (RE) | 10/02/22

Data evento: 10/02/2022

Orario di inizio: 21:00

Dove si svolge: Teatro Herberia Rubiera Piazza Antonio Gramsci, 1/B Rubiera, RE 42048

Descrizione: Carlo Colombo in MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI “Mili muoi, così mi chiamava mia nonna…”Carlo Colombo è un pianista, autore e cantante trevigiano, ma è anche un figlio di profughi giuliano-dalmati. Ha deciso di affrontare lo spinoso tema dell’esodo dai territori dell’Istria e della Dalmazia a seguito dell’instaurazione della dittatura comunista della Jugoslavia di Tito dopo il 1945, vissuto in primis dalla sua famiglia sia paterna che materna.Racconta storie di fughe via mare e via terra accompagnandosi con il pianoforte, l’ekatron e il toy piano; lo fa anche cantando canzoni d’epoca e canzoni originali che ha scritto appositamente per questo spettacolo.Le testimonianze sono tutte dirette e acquisite sin dall’infanzia dai suoi nonni e quando dagli anni 70 in poi ritornò regolarmente con i suoi genitori nelle terre di origine.Parla di Nori, di Livia, di Tina, donne che aiutate dai loro uomini hanno ricostruito la propria vita lontano dalla terra di nascita a seguito di rocambolesche fughe, rischiose per sé e per i famigliari rimasti.Lo spettacolo è un viaggio sonoro attraverso i ricordi di un mondo che c’era e che si è spostato altrove. Scritto e interpretato da: Carlo ColomboMusiche e canzoni originali di: Carlo ColomboRegia: Marco ArtusiDisegno Luci: Andrea PedronProduzione: Carlo Colombo e Luisa TrevisiStaff Tecnico: Andrea Pedron – Luisa Trevisi

Data evento: 10/02/2022

Orario di inizio: 21:00

Dove si svolge: Teatro Herberia Rubiera Piazza Antonio Gramsci, 1/B Rubiera, RE 42048

Descrizione: Carlo Colombo in MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI “Mili muoi, così mi chiamava mia nonna…”Carlo Colombo è un...

MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI | Onè di Fonte (TV)

Data evento: 11/02/2022

Orario di inizio: 20:30

Dove si svolge: Via Monte Grappa, 41 Onè di Fonte

Descrizione: “Mili muoi, così mi chiamava mia nonna…” Carlo Colombo è un pianista, autore e cantante trevigiano, ma è anche un figlio di profughi giuliano-dalmati. Ha deciso di affrontare lo spinoso tema dell’esodo dai territori dell’Istria e della Dalmazia a seguito dell’instaurazione della dittatura comunista della Jugoslavia di Tito dopo il 1945, vissuto in primis dalla sua famiglia sia paterna che materna. Racconta storie di fughe via mare e via terra accompagnandosi con il pianoforte, l’ekatron e il toy piano; lo fa anche cantando canzoni d’epoca e canzoni originali che ha scritto appositamente per questo spettacolo. Le testimonianze sono tutte dirette e acquisite sin dall’infanzia dai suoi nonni e quando dagli anni 70 in poi ritornò regolarmente con i suoi genitori nelle terre di origine. Parla di Nori, di Livia, di Tina, donne che aiutate dai loro uomini hanno ricostruito la propria vita lontano dalla terra di nascita a seguito di rocambolesche fughe, rischiose per sé e per i famigliari rimasti. Lo spettacolo è un viaggio sonoro attraverso i ricordi di un mondo che c’era e che si è spostato altrove. Scritto e interpretato da: Carlo ColomboMusiche e canzoni originali di: Carlo ColomboRegia: Marco ArtusiDisegno Luci: Andrea PedronProduzione: Carlo Colombo e Luisa TrevisiStaff Tecnico: Andrea Pedron – Luisa Trevisi    

Data evento: 11/02/2022

Orario di inizio: 20:30

Dove si svolge: Via Monte Grappa, 41 Onè di Fonte

Descrizione: “Mili muoi, così mi chiamava mia nonna…” Carlo Colombo è un pianista, autore e cantante trevigiano, ma è anch...

MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI | Castelfranco Veneto (TV) | 13/02/22

Data evento: 13/02/2022

Orario di inizio: 16:30

Dove si svolge: Teatro Accademico Castelfranco Veneto Via Giuseppe Garibaldi, 4 Castelfranco Veneto, TV

Descrizione: “Mili muoi, così mi chiamava mia nonna…” Carlo Colombo è un pianista, autore e cantante trevigiano, ma è anche un figlio di profughi giuliano-dalmati. Ha deciso di affrontare lo spinoso tema dell’esodo dai territori dell’Istria e della Dalmazia a seguito dell’instaurazione della dittatura comunista della Jugoslavia di Tito dopo il 1945, vissuto in primis dalla sua famiglia sia paterna che materna. Racconta storie di fughe via mare e via terra accompagnandosi con il pianoforte, l’ekatron e il toy piano; lo fa anche cantando canzoni d’epoca e canzoni originali che ha scritto appositamente per questo spettacolo. Le testimonianze sono tutte dirette e acquisite sin dall’infanzia dai suoi nonni e quando dagli anni 70 in poi ritornò regolarmente con i suoi genitori nelle terre di origine. Parla di Nori, di Livia, di Tina, donne che aiutate dai loro uomini hanno ricostruito la propria vita lontano dalla terra di nascita a seguito di rocambolesche fughe, rischiose per sé e per i famigliari rimasti. Lo spettacolo è un viaggio sonoro attraverso i ricordi di un mondo che c’era e che si è spostato altrove. Scritto e interpretato da: Carlo ColomboMusiche e canzoni originali di: Carlo ColomboRegia: Marco ArtusiDisegno Luci: Andrea PedronProduzione: Carlo Colombo e Luisa TrevisiStaff Tecnico: Andrea Pedron – Luisa Trevisi

Data evento: 13/02/2022

Orario di inizio: 16:30

Dove si svolge: Teatro Accademico Castelfranco Veneto Via Giuseppe Garibaldi, 4 Castelfranco Veneto, TV

Descrizione: “Mili muoi, così mi chiamava mia nonna…” Carlo Colombo è un pianista, autore e cantante trevigiano, ma è anch...

MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI | SANTA CROCE SULL’ARNO (PI) | 14/02/22

Data evento: 14/02/2022

Orario di inizio: 21:00

Dove si svolge: Teatro Comunale Giuseppe Verdi Via Giuseppe Verdi, 14

Descrizione: “Mili muoi, così mi chiamava mia nonna…” Carlo Colombo è un pianista, autore e cantante trevigiano, ma è anche un figlio di profughi giuliano-dalmati. Ha deciso di affrontare lo spinoso tema dell’esodo dai territori dell’Istria e della Dalmazia a seguito dell’instaurazione della dittatura comunista della Jugoslavia di Tito dopo il 1945, vissuto in primis dalla sua famiglia sia paterna che materna. Racconta storie di fughe via mare e via terra accompagnandosi con il pianoforte, l’ekatron e il toy piano; lo fa anche cantando canzoni d’epoca e canzoni originali che ha scritto appositamente per questo spettacolo. Le testimonianze sono tutte dirette e acquisite sin dall’infanzia dai suoi nonni e quando dagli anni 70 in poi ritornò regolarmente con i suoi genitori nelle terre di origine. Parla di Nori, di Livia, di Tina, donne che aiutate dai loro uomini hanno ricostruito la propria vita lontano dalla terra di nascita a seguito di rocambolesche fughe, rischiose per sé e per i famigliari rimasti. Lo spettacolo è un viaggio sonoro attraverso i ricordi di un mondo che c’era e che si è spostato altrove. Scritto e interpretato da: Carlo ColomboMusiche e canzoni originali di: Carlo ColomboRegia: Marco ArtusiDisegno Luci: Andrea PedronProduzione: Carlo Colombo e Luisa TrevisiStaff Tecnico: Andrea Pedron – Luisa Trevisi

Data evento: 14/02/2022

Orario di inizio: 21:00

Dove si svolge: Teatro Comunale Giuseppe Verdi Via Giuseppe Verdi, 14

Descrizione: “Mili muoi, così mi chiamava mia nonna…” Carlo Colombo è un pianista, autore e cantante trevigiano, ma è anch...

PRESENTAZIONE AUDIOLIBRO MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI | Spinea (VE) | 16/02/22

Data evento: 16/02/2022

Orario di inizio: 18:00

Dove si svolge: Biblioteca di Spinea Via Roma, 265 Spinea, VE 30038

Descrizione: AUDIOLIBRO DELLO SPETTACOLO TEATRALE MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI L’audiolibro contiene il testo integrale dello spettacolo letto, suonato e cantato da Carlo Colombo “Mili muoi, così mi chiamava mia nonna…” Carlo Colombo è un pianista, autore e cantante trevigiano, ma è anche un figlio di profughi giuliano-dalmati. Ha deciso di affrontare lo spinoso tema dell’esodo dai territori dell’Istria e della Dalmazia a seguito dell’instaurazione della dittatura comunista della Jugoslavia di Tito dopo il 1945, vissuto in primis dalla sua famiglia sia paterna che materna. Racconta storie di fughe via mare e via terra accompagnandosi con il pianoforte, l’ekatron e il toy piano; lo fa anche cantando canzoni d’epoca e canzoni originali che ha scritto appositamente per questo spettacolo. Le testimonianze sono tutte dirette e acquisite sin dall’infanzia dai suoi nonni e quando dagli anni 70 in poi ritornò regolarmente con i suoi genitori nelle terre di origine. Parla di Nori, di Livia, di Tina, donne che aiutate dai loro uomini hanno ricostruito la propria vita lontano dalla terra di nascita a seguito di rocambolesche fughe, rischiose per sé e per i famigliari rimasti. Lo spettacolo è un viaggio sonoro attraverso i ricordi di un mondo che c’era e che si è spostato altrove.

Data evento: 16/02/2022

Orario di inizio: 18:00

Dove si svolge: Biblioteca di Spinea Via Roma, 265 Spinea, VE 30038

Descrizione: AUDIOLIBRO DELLO SPETTACOLO TEATRALE MILI MUOI – L’ESODO DEI MIEI L’audiolibro contiene il testo integrale dello spettacolo letto, ...

GINETTACCIO, STORIA DI UN UOMO GIUSTO | Onè di Fonte (TV)

Data evento: 25/02/2022

Orario di inizio: 20:30

Dove si svolge: Via Monte Grappa, 41 Onè

Descrizione: In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui della storia, anche se fievole, rimane accesa la fiammella della compassione umana grazie a donne e uomini giusti. Partendo dal racconto dell’infanzia e dell’ascesa sportiva di Gino Bartali si arriva a raccontare la storia (sconosciuta fino alla sua morte) del suo straordinario e silenzioso lavoro, speso per salvare la vita di centinaia di ebrei. In Ginettaccio la straordinaria storia del ciclista toscano, viene recitata e cantata con tinte leggere e poetiche, intrecciando vicende sportive e umane e raccontando il complesso contesto storico degli anni quaranta del secolo scorso. Viene raccontata la sua straordinaria storia non tanto mettendolo in scena in prima persona, ma raccontandola attraverso la voce di Giorgio Goldenberg, ebreo, che durante la guerra era ancora un ragazzino e se ne stava nascosto nella cantina di una delle case di Gino Bartali, insieme ai genitori e alla sorella più piccola. Commento dell’ex campione del mondo di ciclismo Maurizio Fondriest: È stato un piacere essere presente alla vostra serata.Mi è piaciuta moltissimo, nonostante conoscessi già la storia di Bartali lo spettacolo ha suscitato il mio interesse e quello del pubblico in sala.Siete riusciti a raccontare le sue gesta sia sportive ma soprattutto quelle umane in maniera forte e coinvolgente.Grazie anche a compagnie teatrali come la vostra, mi auspico che venga divulgato sempre più questo lato della vita del Ginettaccio che in pochi conoscono. La parola agli autori: Giovanni Betto: “Da 9 anni portiamo in giro “La notte” di Elie Wiesel, ma sia io, sia Paolo, stavolta volevamo fare una svolta di 180 gradi: non più parlare del male, bensì volgersi al bene. Nella convinzione che volgere lo sguardo al bene sia più fecondo che concentrarsi sul male. E allora abbiamo cercato una storia, forte, che andasse in quella direzione. E abbiamo incontrato Gino.” Durante gli anni del secondo conflitto mondiale il regime fascista inizia la persecuzione nei confronti degli ebrei italiani e porta l’Italia intera nel buio più nero della guerra. Donne e uomini giusti, tra i quali Gino Bartali tennero viva la compassione umana e in svariati modi traghettarono il paese intero verso un nuovo e lungo periodo di pace. Paolo Perin: “Dopo anni di spettacolo che parla dell’orrore dei campi di concentramento volevamo affrontare la stessa questione però da un lato diverso, da un lato che mettesse in evidenza la corresponsabilità in tutta questa vicenda del popolo italiano e anche che la analizzasse un po’ dalla parte di coloro che hanno tenuto la speranza accesa: la speranza che si poteva ripartire in un modo diverso per un periodo di pace. E Bartali è stato uno di questi. Noi pensiamo sia un messaggio che valga anche per adesso che siamo in un periodo un po’ conflittuale, c’è bisogno di gente che non si schieri con le bandiere ma che abbia sempre al centro la compassione tra gli uomini.”

Data evento: 25/02/2022

Orario di inizio: 20:30

Dove si svolge: Via Monte Grappa, 41 Onè

Descrizione: In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui d...

GINETTACCIO, STORIA DI UN UOMO GIUSTO | Reggiolo (RE)

Data evento: 25/04/2022

Orario di inizio: 17:30

Dove si svolge: Auditorium “Aldo Moro” Reggiolo Via Regina Margherita, 6 Reggiolo, RE 42046 Italia

Descrizione: In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui della storia, anche se fievole, rimane accesa la fiammella della compassione umana grazie a donne e uomini giusti. Partendo dal racconto dell’infanzia e dell’ascesa sportiva di Gino Bartali si arriva a raccontare la storia (sconosciuta fino alla sua morte) del suo straordinario e silenzioso lavoro, speso per salvare la vita di centinaia di ebrei.In Ginettaccio la straordinaria storia del ciclista toscano, viene recitata e cantata con tinte leggere e poetiche, intrecciando vicende sportive e umane e raccontando il complesso contesto storico degli anni quaranta del secolo scorso.Viene raccontata la sua straordinaria storia non tanto mettendolo in scena in prima persona, ma raccontandola attraverso la voce di Giorgio Goldenberg, ebreo, che durante la guerra era ancora un ragazzino e se ne stava nascosto nella cantina di una delle case di Gino Bartali, insieme ai genitori e alla sorella più piccola. Commento dell’ex campione del mondo di ciclismo Maurizio Fondriest:È stato un piacere essere presente alla vostra serata.Mi è piaciuta moltissimo, nonostante conoscessi già la storia di Bartali lo spettacolo ha suscitato il mio interesse e quello del pubblico in sala.Siete riusciti a raccontare le sue gesta sia sportive ma soprattutto quelle umane in maniera forte e coinvolgente.Grazie anche a compagnie teatrali come la vostra, mi auspico che venga divulgato sempre più questo lato della vita del Ginettaccio che in pochi conoscono. La parola agli autori:Giovanni Betto: “Da 9 anni portiamo in giro “La notte” di Elie Wiesel, ma sia io, sia Paolo, stavolta volevamo fare una svolta di 180 gradi: non più parlare del male, bensì volgersi al bene. Nella convinzione che volgere lo sguardo al bene sia più fecondo che concentrarsi sul male. E allora abbiamo cercato una storia, forte, che andasse in quella direzione. E abbiamo incontrato Gino.” Durante gli anni del secondo conflitto mondiale il regime fascista inizia la persecuzione nei confronti degli ebrei italiani e porta l’Italia intera nel buio più nero della guerra. Donne e uomini giusti, tra i quali Gino Bartali tennero viva la compassione umana e in svariati modi traghettarono il paese intero verso un nuovo e lungo periodo di pace. Paolo Perin: “Dopo anni di spettacolo che parla dell’orrore dei campi di concentramento volevamo affrontare la stessa questione però da un lato diverso, da un lato che mettesse in evidenza la corresponsabilità in tutta questa vicenda del popolo italiano e anche che la analizzasse un po’ dalla parte di coloro che hanno tenuto la speranza accesa: la speranza che si poteva ripartire in un modo diverso per un periodo di pace. E Bartali è stato uno di questi. Noi pensiamo sia un messaggio che valga anche per adesso che siamo in un periodo un po’ conflittuale, c’è bisogno di gente che non si schieri con le bandiere ma che abbia sempre al centro la compassione tra gli uomini.”

Data evento: 25/04/2022

Orario di inizio: 17:30

Dove si svolge: Auditorium “Aldo Moro” Reggiolo Via Regina Margherita, 6 Reggiolo, RE 42046 Italia

Descrizione: In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui d...